Asse Sempione “Gli italiani in Libia” 18 ottobre 2011

Legnano – La grande storia in scena a Legnano. Lunedì sera si è tenuta, alla Sala Ratti, quella che potremmo definire una lezione per il ricordo sull’occupazione italiana della Libia a cura di Giancarlo Restelli. L’ argomento è sicuramente uno dei più tristi da trattare riguardo alla storia del nostro paese, che va dal 1911 (100 anni fa) al 1970. Durante l’ esposizione finemente curata con l’ausilio di filmati d’epoca ed estratti cinematografici sono stati ripercorsi tutti quegli anni, partendo dai motivi economici, politici e sociali che posero le basi dell’ utopia coloniale italica via via fino alle violente rivolte e alle sanguinose repressioni per poi concludere con l’ insediamento di Gheddafi e la cacciata dei restanti 20.000 coloni. Questa conferenza assume grande valore soprattutto se si pensa che l’ Italia è ancora in guerra con la Libia, per motivi che potrebbero sembrare opposti a quelli coloniali ma che infine non ne differiscono particolarmente: bisogna ricordare che le grandi multinazionali del nostro paese non hanno mai lasciato le rive di quello che i nazionalisti giolittiani chioamavano “Il Bel Suol d’Amore”. E così i dati paurosi e spesso dimenticati si convertono in immagini reali; come i campi di concentramento nel deserto dove furono deportati circa 100.000 cirenaici, le povere condizioni del popolo italiano che spendeva il 23% del proprio bilancio nella guerra, i massacri senza quartiere da entrambe le parti durante i quali i nostri soldati venivano circondati e massacrati nel deserto o i ribelli impiccati a decine. Tutte scene che ci fanno vergognare e dovrebbero renderci molto tristi. Tristezza che aumenta pensando che , proprio quando si era ormai giunti ad una pacificazione, scoppiò la seconda guerra mondiale che annullò completamente anche quel poco che di buono era stato fatto. Storie e nomi, che dobbiamo però ricordare come fatti e volti, che devono farci ricordare e riflettere; troppe sono state raccontate ieri perché io le riporti tutte in questo articolo (per quanto interessanti e sconvolgenti, come la posizione antibelligerante di Mussolini o molti altri eventi politici). Bisogna davvero ringraziare Giancarlo Rastelli e l’ANPI per aver organizzato una conferenza così importante culturalmente, poiché se ognuno di noi conoscesse le verità del passato potrebbe meglio comprendere gli errori del presente.

Enrico Gussoni per Asse Sempione