Il Secondo conflitto mondiale

L’inizio del II conflitto mondiale Le cause di fondo

Nella mia relazione prenderò in considerazione soprattutto quanto avvenne nel biennio che anticipa l’inizio della seconda guerra mondiale, quindi gli anni 1938-39. Qualche considerazione generale però va fatta. 1914-1945 La prima.

Non dobbiamo pensare alla I e alla II guerra mondiale come avvenimenti tra loro lontani nel tempo e senza fili sottili che li leghino. Anzi potremmo dire per semplificare che l’Europa conobbe un’unica guerra dal 1914 al 1945 con 20 anni di pace relativa, la quale prepara poi il nuovo conflitto dal 1 settembre del ’39. Guardiamo le alleanze del 1939: sono le stesse del ’14 1914: Russia zarista, Gran Bretagna, Francia contro la Germania del Kaiser e l’Austria-Ungheria di Cecco Beppe 1939: Russia sovietica, Gran Bretagna, Francia contro la Germania nazista che nel ’38 ha assorbito l’Austria. Cambiano gli uomini politici (da Guglielmo II a Hitler; da Lloyd George a Churchill; da Nicola II a Stalin) ma la sostanza è la stessa. L’obiettivo sia nel ’14 che nel ’39 è sempre lo stesso: impedire alla Germania di unificare l’Europa sulla base dei propri interessi modificando così gli equilibri mondiali.

Gli Usa con grande regolarità entrano in guerra due volte a guerra iniziata esercitando un ruolo di primissimo piano nella vittoria finale dopo aver sostenuto la propria coalizione con ingenti prestiti. L’unico paese che cambia casacca più volte è l’Italia, segno di un peso specifico molto precario a livello europeo. Nel ’15 l’Italia liberale è con G. Bretagna, Francia e Russia zarista; nel ’40 “scende in campo” a fianco della Germania nazista.

Quanto detto sulla continuità tra primo e secondo conflitto mondiale pone sotto accusa la pace di Versailles (firmata il 28 giugno 1919), nel senso che non risolve nessun problema legato alla I guerra mondiale, anzi prepara l’avvento del fascismo, del nazismo (Versailles fu “pace cartaginese” per la Germania) e delle tante forme di governi autoritari in Europa negli anni Venti e Trenta.

L’eredità della II guerra mondiale Il II conflitto mondiale fu qualcosa di assolutamente spaventoso: 110 milioni di uomini indossarono la divisa, 60 milioni i morti per cause di guerra considerando anche le vittime della Shoah e dei campi di concentramento nazisti. L’Unione Sovietica ebbe 25 milioni di vittime, la Cina 15 milioni, la Germania 7 milioni, la Polonia 6 milioni, il Giappone 2 e mezzo.

La II guerra conobbe il lavoro coatto in forma mai viste con 7,8 milioni di deportati (uomini e donne) nei campi di lavoro e concentramento nel Reich; 2,1 milioni gli schiavi del Giappone e così via.

Il II conflitto conobbe immani spostamenti di popolazioni sia come profughi durante la guerra oppure come trasferimenti forzati finita la guerra. Per esempio i milioni di profughi dalla Germania orientale (Pomerania, Prussia orientale) a partire dal febbraio ’45 di fronte all’avanzata sovietica.

Le distruzioni materiali furono sconvolgenti, anche rispetto alla Grande Guerra venti anni prima: in U. Sovietica vennero distrutti 70mila centri abitati, 1.710 città, in tutto 6 milioni di edifici distrutti; in Germania 5 milioni di case distrutte, in Giappone 4 milioni.

Altre eredità della II guerra mondiale sono le applicazioni scientifiche che cambieranno il mondo occidentale: la bomba atomica, l’aereo a reazione, l’astronautica, la missilistica (le V2), la tecnologia del radar, del computer, l’informatica, le tecniche per la produzione di massa, le nuove medicine e le nuove tecniche mediche (sperimentate nei lager nazisti).

La II guerra mondiale conobbe lo sterminio degli ebrei europei, il cosiddetto Programma Eutanasia dei nazisti contro i disabili (T4), i crimini di guerra in Asia e in Europa, il durissimo trattamento riservato ai prigionieri di guerra (campi giapponesi, tedeschi e sovietici), i bombardamenti a tappeto, la guerra civile in Italia e Grecia… potremmo continuare a lungo. Soprattutto cambiarono le gerarchie politiche nel mondo con un nuovo “ordine bipolare”, che durò circa 50 anni, con i due grandi colossi usciti vincitori dalla Guerra: Usa e Urss. E’ quella che venne chiamata “Guerra Fredda”.

Il declassamento dell’Europa spartita tra Usa e Urss era evidente a tutti con americani e sovietici d’accordo nella divisione della Germania come condizione per ritardare il più possibile la rinascita della Germania a livello economico e politico.

Hitler al potere

Vediamo come si arriva al 1 settembre del ’39. La vera svolta nella storia europea tra le due guerre è quando Hitler e il nazismo arrivano al potere: 30 gennaio del ’33. Sale al governo un partito che mostra un’evidente aggressività verso l’esterno e soprattutto chiede insistentemente di rivedere le clausole di Versailles che se prese alla lettera condannerebbero la Germania a un ruolo minoritario nei successivi decenni.

Il 20 luglio del ’33 (poco meno di 6 mesi dopo la presa del potere) Hitler firma un concordato con la chiesa cattolica in Germania (accordo fortemente voluto dal nunzio Pacelli, dal ’39 Pio XII); l’accordo legittima un regime sanguinario e ferocemente antisemita. Nel frattempo Hitler procede a riprendersi quanto perso a Versailles: la Saar torna alla Germania nel ’35; nel ’36 è occupata la Renania. Intanto con il piano quadriennale del ’36 la Germania vara poderosi investimenti nel settore militare; gli accordi con Italia e Giappone coagulano accanto alla Germania l’area degli scontenti dopo Versailles. Nel frattempo l’Italia aggredisce l’Etiopia (dal 3 ottobre del ’35). Nel ’38 la Germania annette l’Austria e pochi mesi dopo la regione cecoslovacca dei Sudeti (dove vivono 3 milioni di tedeschi).

Il Patto di Monaco (sett. ’38) tra Mussolini, Daladier, Hitler e Chamberlain sacrifica non solo i Sudeti ma apre anche la via alla conquista della Cecoslovacchia da parte dei tedeschi (inizio del ’39).

Da Mosca la lettura che si dà degli accordi di Monaco è molto realista: via libera alla Germania ad oriente per evitare la guerra ad occidente. Il mondo corre verso la guerra che inizierà il 1 settembre del ’39 quando la Germania invade la Polonia e il 3 settembre Gran Bretagna e Francia dichiararono guerra alla Germania.

Una lotta tra bene e male?

Un solo inciso. E‘ facile attribuire la colpa della guerra alla Germania il cui dinamismo in politica estera è indubbio negli anni Trenta assolvendo francesi e inglesi visti come vittime della volontà di potenza della Germania nazista. Non è così.

L’impero inglese nel 1939 occupava un quarto delle terre emerse e la logica che governava il colonialismo inglese erano i profitti e lo sfruttamento delle materie prime dei territori colonizzati. La stessa natura aveva il colonialismo francese dall’Africa settentrionale e centrale fino all’Indocina. Belgio ed Olanda avevano imperi coloniali del tutto sproporzionati rispetto alla piccolezza del loro territorio metropolitano.

Di fronte alla Germania la Gran Bretagna difendeva il proprio ruolo di seconda potenza mondiale così come gli Usa intervennero in guerra per evitare che l’Asia diventasse giapponese e l’Europa tedesca con inevitabili ripercussioni negative.

Lo storico tedesco Hillgruber sintetizza magnificamente questo momento distinguendo tra potenze “have” (“abbienti”, G. Bretagna, Francia) e potenze “have not” (“nullatenenti”, Germania, Italia e Giappone).

Alla luce di queste considerazioni le cause del II conflitto devono essere ripensate al di là della vulgata che ha accompagnato l’analisi delle cause del settembre ’39.