Le Foibe e l’Esodo dei giuliano-dalmati: Giorno Ricordo 2015

Giorno del Ricordo ’15 – Perego

Mia conferenza (completa)

https://www.youtube.com/watch?v=aGr_04MBKCQ

https://www.youtube.com/watch?v=IYgMB2cubRo

https://www.youtube.com/watch?v=dkimrQJo7OQ

https://www.youtube.com/watch?v=VHO3P8sTaqI

http://youtu.be/UUhobofD6x8

Le Foibe e l’Esodo dei giuliano-dalmati:

la storia rimossa

La vicenda di 250.000 italiani costretti ad abbandonare le loro terre, la realtà tragica delle foibe e delle deportazioni, la pagina amara dei campi profughi in Italia:

una memoria negata per cinquant’anni

Occuparsi delle foibe vuol dire fare riferimento al più grave massacro di civili della storia moderna italiana, indagare un periodo storico ancora poco o per nulla conosciuto.

Studiare l’esodo di un’intera comunità di italiani dalle proprie terre vuol dire riportare alla luce un dramma collettivo in gran parte rimosso dalla coscienza pubblica.

Gli storici hanno svolto a fondo il loro lavoro scandagliando materiali, documenti, testimonianze alla ricerca di una verità da opporre alle diatribe politiche. Però il numero di pubblicazioni sulle foibe e sull’esodo dei giuliani e dalmati è paradossalmente esiguo rispetto ad altri momenti atroci della storia della seconda guerra mondiale. Anche nell’ambito della stampa quotidiana è stato rivelato poco di quanto è avvenuto nella Venezia Giulia e in Istria dopo l’8 settembre del ’43.

Solo recentemente, anche a causa dell’istituzione da parte del Parlamento italiano del “Giorno del Ricordo” (10 febbraio), qualcosa si è mosso.

Per quale motivo molti italiani, anche di discreta cultura, ignorano questi fatti? Perché la parola “Foibe” ha scatenato dopo il ’45 fortissime polemiche nella Venezia Giulia e un malcelato silenzio nel resto dell’Italia? Perché in Italia il “passato non passa”, come avviene altrove, affievolendo le polemiche politico-ideologiche di parte?

Forse dopo la caduta dei “muri” (non solo quello di Berlino, ma anche quello che divideva la Gorizia italiana da quella slovena), ci saranno spazi per la riflessione evitando le sterili contrapposizioni del passato.

Il “Giorno del Ricordo” (10 Febbraio) è stato approvato nel 2004 da quasi tutti i gruppi politici con l’eccezione dell’estrema sinistra. I partiti responsabili dei fatti e del silenzio successivo, PCI, PSI, DC e MSI non esistono più. Gli eredi, che hanno rotto i ponti con le ideologie del passato, sono sicuramente più propensi a parlare e discutere di questo e di altri fatti storici.

Speriamo che questo clima politico-culturale mutato permetta alle Foibe e all’Esodo di essere avvertiti e conosciuti dall’opinione pubblica italiana in tutta la loro importanza .

Non è stracciando o stropicciando le pagine di storia che non ci piacciono che arriveremo mai a definire “chi siamo” e da “dove veniamo”. L’identità italiana, ossia la presa di coscienza di essere un popolo con un importante passato, presuppone la consapevolezza di quanto è accaduto, soprattutto quando il passato è così vicino e così carico di passioni e sofferenze.

Da parte nostra abbiamo fatto tutto il possibile per raccontare una brutta storia in maniera chiara e, per quanto possibile, serena. Ma un argomento di questo genere che ha decine di sfaccettature diverse, non è certamente esaurito né con questa pubblicazione né con altre che verranno.

E’ necessario da parte di tutti uno sforzo di conoscenza e di studio, senza il quale non su fa nulla, che è anche il modo migliore per ricordare le vittime.

“Il fine della storia è

l’accertamento della verità”

Angelo d’Orsi

 

Giancarlo Restelli

da “Le foibe e l’esodo giuliano-dalmata: una storia rimossa”, Ed. Raccolto, 2007