Ebrei, zingari e disabili. Alle radici del razzismo nazista

 

Ebrei, zingari e disabili

alle radici del razzismo nazista

appunti per conferenza

Come premessa all’incontro di oggi vorrei iniziare con le affermazioni di uno storico tedesco-americano che ha conosciuto la deportazione ad Auschwitz. Scrive Saul Friedlander:“Il regime nazista uccise con sistematicità tre gruppi di uomini: ebrei, zingari e i disabili”.

Nell’ambito delle tematiche legate al Giorno della Memoria non c’è dubbio che lo sterminio dei disabili del Terzo Reich  sia il meno conosciuto rispetto al genocidio ebraico e allo sterminio dei Sinti e Rom.

Lo sterminio degli ebrei d’Europa ha uno spazio di assoluta premenenza nella memoria d’Europa con sei milioni di vittime. Solo da pochi anni si è cominciato a parlare dello sterminio degli zingari d’Europa con buone ricerche storiografiche che però rimangono confinate a una cerchia di specialisti o di persone interessate a queste tematiche.

Lo sterminio dei disabili invece vive ancora in una sorta di “cono d’ombra”.

Eppure lo sterminio dei disabili tedeschi fu la prova generale dello sterminio di zingari ed ebrei, le prime procedure di morte (camere a gas e forni crematori) furono progettate e sperimentate sui disabili, quando Auschwitz e Treblinka dovevano ancora nascere.

Quindi c’è tutto un lavoro da fare, anche a livello storiografico, soprattutto in Italia, perché le ricerche in lingua italiana sullo sterminio dei disabili sono davvero poche.

Noi questa sera, nel nostro piccolo, vogliamo portare la nostra piccola pietra alla costruzione di questa particolare memoria.

Il percorso di questa sera è particolare. Il nostro obiettivo è quello di capire le somiglianze tra lo sterminio dei disabili e quello degli zingari e degli ebrei mettendo in luce le tante affinità e le inevitabili differenze.

Potremmo chiederci quali sono i motivi di interesse oggi a livello storico legati al Progetto Eutanasia, ossia lo sterminio dei disabili:

Prima di Auschwitz e degli altri campi di sterminio degli ebrei i nazisti programmarono l’uccisione delle “vite indegne di vita” o delle “vite senza valore”.

Le prime camere a gas funzionarono per i disabili tedeschi e austriaci, anzi possiamo dire che i nazisti progettarono le camere a gas come mezzo rapido per disfarsi dei disabili

– Lo sterminio dei disabili fu chiamato Programma Eutanasia ma non era vero: la morte non era “dolce” (furono uccisi con il gas o con iniezioni letali), i malati non sceglievano loro di morire, la decisione di morire non era presa neppure dai parenti più stetti, la decisione era presa dallo Stato che decideva chi e come uccidere

Lo sterminio dei disabili fu in sostanza una sorta di macabra prova generale di quanto accadde più avanti.

Le quattro fasi del progetto Eutanasia

Il concetto di “vita indegna di essere vissuta” o “vita indegna di vita”, ossia lo sterminio dei disabili ha quattro fasi (1933-1945):

-sterilizzazione forzata dei disabili tedeschi / 300-400mila / dal ’33 al ‘39

-uccisione di bambini “minorati” in ospedali utilizzando farmaci o lasciandoli morire di fame / 5mila / dal ’39 al ‘45

-uccisione di adulti in centri specifici / Aktion T4 / utilizzando il monossido di carbonio / 70-80mila / dal ’39 al ‘41

-uccisione degli adulti in molti ospedali e case di cura sparse in tutto il Reich dal ’41-42 fino al termine della guerra e poco oltre

Difficile quantificare le vittime totali. Marco Paolini (“Ausmerzen”) quantifica le vittime in 300mila totali e si trattava della parte più debole della popolazione. In gran parte erano cittadini del Reich e non essendo né ebrei, né zingari erano di “razza ariana”.

Le sterilizzazioni di massa

La nostra storia inizia con la presa del potere di Hitler (30 gennaio ’33) e con la decisione presa nei mesi successivi di sterilizzare centinaia di migliaia di disabili veri e presunti dei vari manicomi e centri di cura presenti in Germania.

La prima legge è del 25 luglio ’33. Si chiama “Legge sulla prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie”.

Da notare che il 20 aprile del ’33 era stato firmato il concordato tra chiesa cattolica tedesca e il nazionalsocialismo. Era stato firmato dal Cardinal Pacelli e da von Papen.

Per giustificare la sterilizzazione di centinaia di malati pschiatrici il ministro degli Interni Frick dichiarò che la Germania stava correndo un grave pericolo: il Volkstod (morte del popolo ma anche morte della nazione). Fu stabilito un obiettivo di almeno 400mila persone.

Fra i colpiti gli epilettici, i ciechi, i sordi, gli alcolisti, le persone affette da malformazioni gravi, gli schizofrenici, le persone affette da malattie mentali ereditarie, casi di leggero ritardo mentale diagnosticati con il grossolano test del Quoziente di Intelligenza.

Si stima che nei due anni successivi furono sterlizzate da 200mila a 350mila persone. Alcuni libri arrivano a 400mila persone.

Una parte delle donne fu sterilizzata con i raggi X o con il radio, con diversi casi di morte. Gli esperimenti sui raggi x furono ripresi ad Auschwitz.

Nel ’33, l’anno in cui sono avviate le sterilizzazioni, gli ebrei sono colpiti con provvedimenti che vanno dal licenziamento dei dipendenti pubblici alle prime forme di discriminazione come il boicottaggio dei negozi e delle attività degli ebrei e la limitazione del numero degli studenti ebrei nelle scuole. Anche gli zingari sono colpiti dai primi provvedimenti volti a limitarne il movimento da una località all’altra.

Non c’è dubbio però che l’atteggiamento più ostile in questo momento del nazismo fu nei confronti dei disabili.

Come mai le sterilizzazioni di massa?

In questa fase sembrava che fosse il mezzo più rapido per risolvere alla radice il problema dei disabili impedendo loro di riprodursi e generare prole affetta dalle stesse malattie ereditarie dei genitori o di uno dei due genitori.

In questo modo, scomparendo la generazione dei disabili, sarebbe scomparsa per sempre l’umanità inferiore in Germania. Paradosso: così sarebbe scomparsa anche la psichiatria.

Il verbo dominante nella psichiatria e della scienza positivista allora era la certezza della trasmissione delle malattie ereditarie. Il fattore ereditario era considerato l’unico determinante nel destino di ogni essere umano.

La scienza oggi riconosce alcune migliaia di malattie ereditarie ma la trasmissione dai genitori ai figli non è meccanica.

La scienza europea dell’epoca sosteneva invece l’inevitabile trasmissione delle caratteristiche genetiche negative che avrebbero alterato i caratteri genetici positivi delle razze migliori.

Quindi se un membro della razza ariana (un sano) aveva rapporti sessuali con un individuo mentalmente ritardato, il figlio che nasceva avrebbe ereditato soprattutto le caratteristiche negative del genitore tarato (sono le espressioni usate nell’epoca).

In tutto questo c’erano due errori fondamentali:

– si dava per certa la trasmissibilità in forma automatica di una “malattia” cosiddetta “ereditaria”

– si escludeva del tutto l’influenza dell’ambiente.

1) Se la causa delle patologie è sociale ne deriva che dobbiamo migliorare la società in cui viviamo per risolvere le malattie nervose, le crisi depressive e gli stati di alterazione.

2) Se invece la malattia è ereditaria si risolvono i problemi o sterilizzando o uccidendo i malati di mente. La società non c’entra. Negli Stati Uniti, Svezia e altri paesi si sceglie di sterilizzare. In Germania si sceglie di uccidere

Il regime nazista non ha mai trascurato il consenso al regime. Anche l’ostilità nei confronti dei disabili doveva essere giustificata e accettata dall’opinione pubblica tedesca. Infatti nacquero alcuni documentari di propaganda che vennero proiettati nei cinema tedeschi alla metà degli anni Trenta.

Intanto mentre in Germania vanno avanti le sterilizzazioni obbligatorie sono emanate le Leggi di Norimberga che colpiscono gli ebrei ma anche gli zingari e i disabili con la proibizione dei matrimoni misti, ossia tra ariani e razze inferiori (nel caso degli ebrei e zingari), dei rapporti sessuali tra ariani e membri delle razze inferiori.

Conseguenze per gli ebrei

Con le Leggi i Norimberga assistiamo allo sforzo coerente del regime di definire chi è l’ebreo e nello stesso tempo escluderlo dalla vita nazionale.

– Gli ebrei vengono esclusi da molte professioni. Conseguenza la disoccupazione di massa

– Gli ebrei vengono esclusi dal servizio militare

– Sono sollecitati ad andarsene dalla Germania lasciando i loro beni in patria

– Vengono privati della cittadinanza del Reich

– Sono proibiti in modo rigoroso i rapporti sessuali con membri ariani e vengono proibiti i matrimoni misti

– Con l’”arianizzazione dll’economia” molti ebrei ricchi e meno ricchi sono espropriati dei loro beni (“degiudaizzazione dell’economia”)

A pagare il prezzo peggiore furono gli ebrei più poveri nell’impossibilità di emigrare. Invece gli ebrei ricchi emigrarono e riuscirono talvolta a portare con sé all’estero i loro patrimoni.

Dall’esclusione alle violenze

– nel ’38 gli ebrei devono premettere ai loro nomi il prenome Sara o Israel

– con la “Notte dei cristalli” del novembre del ’38 si aprono le porte dei campi di concentramento

– dal ’41 gli ebrei devono portare ben visibile sul loro abito un doppio triangolo giallo a formare una stella di sei punte con stampigliata una “J” rossa. È il preludio alla deportazione degli ebrei del Reich nei ghetti in Polonia e da lì nei campi di sterminio

Assordante silenzio delle due chiese e dell’opinione pubblica tedesca di fronte alle persecuzioni e allo sterminio.

La comunità degli zingari in Germania durante gli anni Trenta arrivava al massimo a 30.000 persone divise tra rom e sinti. In Austria erano molti di meno, circa 8000. 30mila persone rappresentavano lo 0.05% della popolazione tedesca dell’epoca eppure è incredibile il numero di leggi, regolamenti che vennero emanati dal governo centrale, dai municipi e dai vari Land per combattere la “piaga zingara”.

Gli zingari vengono colpiti in quanto Asozialen che mettono a repentaglio la salvaguardia del sangue tedesco. Dal ’33 in parte sono sterilizzati insieme ai disabili. Le Leggi di Norimberga li considerano in quanto “portatori di sangue straniero” dal quale la comunità ariana doveva difendersi.

Come asociali sono accusati di non voler lavorare, di rubare, di essere eternamente fraudolenti, infìdi….

L’altra accusa è ancora più grave. A causa del loro nomadismo ereditario vengono a contatto con tedeschi (che vivono ai magini socialmente, disoccupati, disadattati…) con i quali hanno rapporti sessuali che generano bambini bastardi che erediteranno quasi esclusivamente le caratteristiche negative del genitore zingaro mettendo a repentaglio gli sforzi del regime volti a favorire la diffusione della sana razza ariana.

La politica che si segue nel corso degli anni trenta con gli zingari è quella di rinchiuderli progressivamente in “campi di sosta” che diventano verie propri lager con il filo spinato alla periferia degradata delle città maggiori.

Con le Olimpiadei del ’36 Berlino fu ripulita da zingari, alcolizzati, prostitute… per dare un’immagine positiva agli stranieri. Sinti e Rom di Berlino vennero concentrati nel campo di Marzahn alla periferia della capitale in un’area malsana e soggetti a dure condizioni di vita. Nel frattempo tutti i 30.000 Sinti e Rom vennero schedati e quasi tutti messi dietro il filo spinato in condizioni quotidiane molto penose. Il tempo della loro deportazione ad Auschwitz si avvicinava.

Da notare che la lunga permanenza in Europa aveva fatto di loro dei cattolici, eppure nessun prelato in Germania e Austria sentì il dovere di protestare o almeno di chiedere spiegazioni di quanto stava avvenendo. Addirittura alcuni bimbi furono presi da istituti cattolici senza che i direttori battessero ciglio.

Dopo le sterilizzazione sui disabili è arrivato in Germania il momento di uccidere.

– Il Bambino-Knauer

L’occasione per dare inizio all’ “uccisione pietosa dei bambini idioti” (prima ancora degli adulti) è il caso del “Bambino-Knauer”. Siamo nel 1938. 

– Eutanasia dei bambini

Si decide di iniziare con i bambini molto piccoli sino all’età di tre anni. raccontare

– Eutanasia degli adulti: la T4

Contemporaneamente all’uccisione dei bambini inizia l’uccisione degli adulti.

Il progetto voluto da Hitler nell’autunno del ’39 è affidato al capo della Cancelleria del Fuhrer, Philipp Bouhler e al suo medico personale, Karl Brandt. È evidente l’intenzione di tenere nascosta l’ “eutanasia degli adulti” evitando i ministeri, la burocrazia e che l’opinione pubblica venisse a sapere.

Il documento è firmato da Hitler a metà dell’ottobre ’39 ma retrodatato al 1 settembre dello stesso anno in coincidenza con l’inizio della Seconda guerra mondiale.

La struttura di messa a morte dei disabili appartiene quindi alla Cancelleria del Fuhrer e ha sede in una villetta anonima di Berlino nella Tiergartenstrasse 4 (nome in codice, T4).

Aderiscono al progetto illustri medici e psichiatri i quali avranno il ruolo di formare i giovani e dare autorevolezza al progetto. I medici della T4 evitavano il servizio al fronte.

Dal ministero dell’Interno partono lettere per tutti i manicomi, case di cura e ospedali ai quali si chiedono, oltre a molte informazioni per depistare, una “descrizione precisa delle capacità di lavoro dei pazienti”.

La casistica prevede: schizofrenia, epilessia, malattie senili, paralisi, debolezza di mente, pazienti in ospedali da più di cinque anni, pazzi criminali, pazienti non tedeschi. Vengono uccise anche persone con non rientrano in questi parametri: ciechi, sordi, storpi… i quali però non possono lavorare come i sani.

Quando la T4 dispose di tutti i nomi procedette al trasferimento dei singoli in case di cura di cui non si fornivano notizie. Non si chiedeva il permesso ai familiari.

I familiari erano avvertiti dopo il trasferimento in luogo segreto a causa della guerra. Si parlava genericamente di nuove cure che potevano fare del bene ma potevano anche causare la morte. In ogni caso non erano possibili visite.

I centri della T4

I centri di messa a morte sono sei: Hartheim (Austria), Sonnerstein, Grafenek, Bernburg, Brandeburgo e Hadamar in Germania. Si trattava di centri utilizzati in precedenza come ospedali psichiatrici o cause di cura. Solo Brandeburg era stata una prigione.

Da notare che Auschwitz ancora non esiste quando si inizia a uccidere in questi centri della morte.

Quindi la prima camera a gas fu progettata e utilizzata per uccidere i disabili.

Un particolare che forse non è molto noto è la contemporanea uccisione degli ebrei disabili nei centri della T4. Ebrei disabili che vivevano negli stessi centri in cui erano internati i disabili ariani.

Quindi prima del grande genocidio ebraico furono ancora una volta i disabili i primi a essere uccisi.

La T4 è fermata

A fermare la T4 fu la gente che costrinse a pubbliche prese di posizione giudici locali e religiosi cattolici e protestanti. Del resto era impossibile tenere segreto l’intero progetto. Gli uccisi erano ariani, cittadini tedeschi a tutti gli effetti.

Hitler ordinò a Brandt nello stesso mese di agosto ’41 di mettere fine alle uccisioni.

Quando la T4 è fermata ha provocato la morte di 70mila persone mentre 30mila formulari erano pronti per la fase esecutiva.

Fu eliminato l’1 per mille della popolazione tedesca e il 50% dei lungo degenti. Non erano tutti gusci vuoti: l’85-90 per cento dei degenti uccisi erano occupati in piccoli lavori oppure aiutavano altre persone nel proprio lavoro.

Quando finisce la T4 siamo alla vigilia dell’Operazione Barbarossa, ossia l’aggressione dell’Unione Sovietica. A partire dal 22 giugno ’41 speciali corpi delle SS uccideranno sistematicamente in Unione Sovietica ebrei, zingari, anziani nelle case di riposo, disabili nei manicomi e nelle case di cura. Sono fucilati e sepolti in grandi fosse collettive.

Ora con la guerra è arrivato il momento di uccidere sistematicamente Ebrei, zingari, disabili e deportati non ebrei sono uccisi negli stessi anni.

Inizia la guerra

Con la guerra ebrei, zingari e disabili verranno uccisi in massa in luoghi diversi e con modalità diverse.

– Si uccidono i disabili: L’”eutanasia selvaggia”

Mentre con la guerra si uccidono sitematicamente ebrei e zingari continua lo sterminio dei disabili.

La T4 ebbe ufficialmente termine ma iniziò l’”eutanasia selvaggia” perché ora i medici e gli infermieri di propria iniziativa potevano decidere chi uccidere, dove uccidere e come uccidere. Questa fase va dalla fine della T4 (estate del ’41) alla fine della guerra. Si uccide dovunque nel Reich.

Il messaggio del regime del resto era chiaro: le uccisioni dovevano continuare ma in modo meno vistoso. Esce di scena la Cancelleria di Hitler e subentra il ministero degli Interni e in particolare la sezione medica del ministero.

Il metodo di uccisione non era più il gas in particolari centri ma i farmaci e la fame in molte strutture di cura. Ogni direttore decide chi uccidere, quando e come uccidere e come smaltire i corpi.

– Si uccide nei campi di concentramento: L’Aktion 14f13

La galleria degli orrori non è ancora terminata. Quando finisce la T4 e inizia l’”eutanasia selvaggia”, inizia anche il “Trattamento speciale 14f13” (estate ’41), ossia l’ “eutanasia” portata nei lager. Così l’eutanasia si lega al genocidio nei lager.

La 14f13 fu chiamata “operazione invalidi” o “eutanasia dei prigionieri”, in sostanza voleva dire mettere a morte i disabili dei campi di concentramento: i debilitati, i malati, gli improduttivi, gli incapaci di lavorare. All’inizio il personale (medici, esperti di camere a gas) è fornito dalla T4.

Non si parla più dei malati di mente ma di uomini e donne deboli ridotti a larve umane, ma per i nazisti “indegni di vita”.

Sono i Muselmanner i primi a essere selezionati per il gas. Erano così chiamati perché sembravano “arabi in preghiera”: spesso erano buttati a terra o in ginocchio del tutto inconsapevoli di quanto stava accadendo a loro: erano ad un passo dalla morte.

Si uccide nelle camere a gas ma anche con i “camion a gas”: il tubo di scappamento è inserito nel pianale del furgone.

Il numero delle vittime della 14f13 fu intorno alle 20mila unità.

Si uccide soprattutto nel castello di Hartheim dove son messi a morte i priginieri malati di Mauthausen, Gusen, e Dachau.

– Si uccide in Unione Sovietica

Con l’invasione dell’Unione Sovietica (giugno ’41) speciali corpi di SS seguono l’avanzata dell’esercito uccidendo con fucilazioni di massa ai piedi di fosse collettive ebrei, sinti e rom, commissari comunisti, disabili nelle case di cura, vecchi negli ospizi per liberare i letti a favore dei soldati feriti e occupare gli edifici. Le vittime degli Einsatzgruppen furono 2.200.000 (’41 e ’42). In precedenza gli eccidi erano accaduti in Polonia.

– Si uccide nei campi di sterminio:

Dopo la fine dell’Aktion T4 una parte del personale venne trasferito ad est. Le loro competenze vennero usate per far funzionare i primi campi di sterminio come Chelmno, Belzec, Sobibor e Treblinka, dove vennero uccisi due milioni di ebrei.

Tra coloro che fecero “carriera” nei lager dell’est ricorderei Franz Stangl (comandante di Sobibor e vice comandante di Treblinka) e Christian Wirth (comandante di Belzec e supervisore dei tre campi di sterminio). Stangl e Wirth avevano operato ad Hartheim uccidendo i disabili.

Si trattava di uomini che conoscevano bene l’uso del gas, come si costruisce una camera a gas e soprattutto non volevano ripetere gli errori della T4.

–         ora si scelgono aree solitarie in Polonia, lontane da occhi indiscreti

–         si usa il monossido di carbonio prodotto da grossi motori e non in bombole difficili da reperire

–         si usano per il lavoro sporco ai forni detenuti ebrei poi uccisi

– Si uccidono gli zingari:

Il 16 dicembre 1942 Himmler ordinò la deportazione degli zingari rimasti nel Reich ad Auschwitz (circa 23mila). A Birkenau occuparono il settore BII (Zigeunerlager). Era un campo per famiglie. Morirono tutti di malattie (il Noma devastò i bambini), molti furono trasferiti per lavorare in altri lager. Gli ultimi 2000 vennero gassati a Birkenau nella notte del 2 agosto del ’44.

Conclusioni

Quali paralleli stabilire tra i tre genocidi?

– ebrei, zingari e disabili sono avvertiti come pericolo per la salute del popolo e per la stabilità della Germania. Gli ebrei sono gli eterni nemici dei tedeschi e dell’umanità, gli zingari sono pericolosi socialmente e non educabili, sono elementi che tendono a delinquere e a “sporcare la razza”, i disabili sono “mangiatori inutili”, “gusci vuoti di esistenze”, “sottouomini” senza coscienza del loro essere

– disabili e zingari vengono accusati di essere “improduttivi” e quindi nocivi (“inutili”) al volk

– tutte e tre le categorie furono prima individuate, separate dal resto della nazione e poi annientate

– disabili e zingari vennero prima sterilizzati e poi uccisi

– nei VL ebrei e zingari vengono sistematicamente messi a morte ma anche nei centri della T4 i disabili vengono messi a morte, tutti con il gas

– ebrei, zingari e disabili sono sottoposti ad atroci esperimenti oppure si prelevano organi a scopo di ricerca nei più prestigiosi centri scientifici tedeschi

Scrive Saul Friedlanden

“Nel mondo del dopoguerra Auschwitz è assurto a simbolo del genocidio del XX secolo. Ma Auschwitz fu solo l’ultimo, e il più perfetto dei centri di uccisione nazisti. L’intera impresa omicida era iniziata nel gennaio del 1940 con l’assassinio degli esseri umani più indifesi, i disabili ricoverati negli ospedali, si era ampliata nel ’41 fino ad includere ebrei e zingari, e nel 1945 era ormai costata la vita di almeno 6 milioni di uomini, donne e bambini”

Alla fine di tutto questo percorso di odio e di violenze avremo 6 milioni di ebrei uccisi nei ghetti e nei campi di sterminio, 500mila zingari uccisi nel Reich e nell’est europeo e 300mila disabili uccisi durante tutta la guerra in tutte le nazioni occupate dal nazismo.

 

Libri:

  1. Mitscherlich e F. Mielke, “Medicina disumana. Documenti del processo di Norimberga contro i medici nazisti”, Feltrinelli, 1967

Mostra:

Von Cranach, “In Memoriam”, catalogo della mostra omonima dedicata alle vittime del programma nazista di eutanasia, tenutasi ad Amburgo nel 1999 in occasione dell’XI congresso mondiale di psichiatria / mio pc