Mauro Venegoni, militanza politica a favore del comunismo

Mauro Venegoni, militanza politica a favore del comunismo

“Noi dobbiamo rimanere sulla breccia e se nostro destino è sacrificarci,

dobbiamo cadere là, al nostro posto di combattimento! Non un passo indietro!”

Domenica 27 ottobre a Cassano Magnago si terrà la tradizionale commemorazione dell’assassinio di Mauro Venegoni, straordinaria figura di militante comunista e antifascista, forse non ancora pienamente conosciuta in senso politico. Propongo ai lettori alcune pagine che possono permetterci di comprendere la natura del suo impegno politico a favore del marxismo-leninismo e del comunismo in Italia. Lo scritto risale all’agosto del 1943 tra la caduta del fascismo del 25 luglio (arresto di Mussolini, governo Badoglio) e il disastro dell’8 settembre dello stesso anno (armistizio con gli anglo-americani, fuga del re, sfascio dell’esercito…).

Lo scritto di Mauro Venegoni acquista un particolare valore perché i marxisti-leninisti erano davvero pochi nell’Italia e nell’Europa dell’epoca. Due decenni di fascismo e stalinismo e un decennio di nazismo avevano letteralmente cancellato ogni presenza della generazione che fu protagonista della Rivoluzione bolscevica e degli “assalti al cielo” dopo la Prima guerra mondiale. In Italia l’egemonia togliattiana e l’emarginazione del gruppo dirigente bordighista contribuirono alla dispersione dell’esperienza della Rivoluzione d’Ottobre nel nostro paese.

Mauro Venegoni (Legnano 1903 – Busto Arsizio 1944), operaio a dodici anni, nella gioventù socialista dal 1919 e nel PCd’I dalla fondazione, perseguitato dai fascisti, nel 1923 si trasferisce a Milano. Membro del Comitato sindacale nazionale comunista, più volte aggredito dagli squadristi, fermato ed arrestato, espatria nel 1929 e dal centro di Parigi viene inviato alla scuola leninista di Mosca. Ritornato in Francia e inviato in missione in Italia, nel maggio 1932 viene arrestato in Sicilia e condannato a cinque anni di reclusione. Il 10 giugno 1940 è internato nel campo di Istonio (Chieti) e poi confinato alle Tremiti, dove per le sue posizioni antistaliniste è radiato dal partito. Liberato nell’agosto 1943 si impegna nelle lotte operaie nell’Alto Milanese e dopo l’8 settembre organizza e dirige il movimento sappista prima nell’Olonese e poi nel Vimercatese conquistandosi, nonostante la sua condizione di radiato, la stima e la fiducia dei militanti comunisti di base. Catturato dai fascisti a Busto Arsizio, viene torturato e poi assassinato il 31 ottobre 1944.

Dalla “Enciclopedia della Resistenza”, Einaudi 2006, pp. 951-53

Agosto 1943

Opinione di un operaio comunista

Il presente scritto può servire:

a rinfrescare la memoria,

a richiamare alla realtà,

ad indicare la strada,

a ritrovare la bussola

a chi l’avesse smarrita

Sintesi critica sulla storia del Fascismo e sulla sua caduta in Italia

Considerazioni sul momento attuale.

Prospettive per l’avvenire.

Premessa

Per ben comprendere e fissare nel suo reale significato storico, politico e sociale il recente importante avvenimento: la caduta del fascismo, è indispensabile procedere ad una analisi obiettiva dei fatti e delle cose, al lume della concezione rivoluzionaria marxista-leninista della lotta di classe e, soprattutto, non perdere di vista due di quelli che formano i punti fondamentali basilari di essa; cioè, uno di carattere generale definente la Storia: “… la storia dell’Umanità non è che la storia della lotta di classe” e l’altro, concetto caratterizzante l’Epoca nostra: “… l’imperialismo ultima fase del capitalismo”.

Premesso tali concetti, divenuti ormai assiomi inscindibili acquisiti alla storia, sarà bene ora, per comprendere gli avvenimenti di oggi, dare uno sguardo retrospettivo sulle cause che portarono al trionfo del fascismo in Italia ed alla sua ascesa nel 1992.

Segue l’analisi dei fattori che permisero al fascismo di affermarsi in Italia con la marcia su Roma (ottobre 1922)

http://restellistoria.altervista.org/pagine-di-storia/fascismo/novant%E2%80%99anni-fa-la-marcia-su-roma/

Dopo aver analizzato i fatti del 25 luglio 1943 (caduta del fascismo con l’arresto di Mussolini) e i caratteri reazionari del governo Badoglio (“Le manovre del nuovo Governo borghese Badoglio per salvare la monarchia”), Mauro Venegoni passa alle conclusioni finali

Vane manovre. – L’ineluttabilità dell’avvento del Socialismo

… Sotto il pungolo degli avvenimenti che si maturano a ritmo accellerato – vogliano o non vogliano gli uomini e i partiti – tutto cadrà, e la società borghese, in decomposizione, sarà spazzata via inesorabilmente. Al fascismo, rimedio estremo del capitalismo nella fase della sua agonia, e male radicale della Società, si impone di contrapporre un rimedio altrettanto radicale, il solo capace di rinnovare e salvare la Società presente: il Socialismo! –

–         La soluzione radicale si impone. –

Le condizioni oggettive sono mature (lo sviluppo generale dei mezzi della Società: scienza; trasporti; concentrazione dell’industria, della navigazione, della finanza, meccanizzazione dell’agricoltura, ecc. ecc.) e quelle soggettive stanno maturando (radicalizzazione delle masse verso il comunismo; riorganizzazione del proletariato e del suo partito di classe, decomposizione della compagine borghese, spostamento della piccola borghesia sul terreno rivoluzionario, ecc. ecc.) per questa soluzione radicale. Il proletariato, e con esso, il suo partito di classe, debbono fin d’ora prepararsi, al fine di essere pronti ed essere all’altezza del loro compito, al verificarsi dell’inevitabile prossimo evento.

Il Partito Comunista, cervello e guida politica del proletariato deve fin d’ora additare la via da seguire, infondendo nel proletariato e in tutti i lavoratori la convinzione che la guerra civile è inevitabile in Italia, ed è quindi necessario prepararsi per partecipare e condurla radicalmente e vittoriosamente in favore delle forze delle rivoluzione. Dunque prepararsi alla insurrezione armata del proletariato e dei suoi alleati per il raggiungimento dell’obiettivo fondamentale: la conquista del potere politico e l’instaurazione della Repubblica socialista democratica, dei Consigli degli operai, contadini e soldati d’Italia (sott nel testo).

E’ inutile e dannoso che ci si perda negli intricati meandri dell’opportunismo, il quale, col proposito di manovrare l’avversario va a finire di lasciarsi da esso manovrare; la via da seguire oggi non è il sentiero tortuoso dell’opportunismo, ma la via maestra che mena diritto alla meta! – Lasciamo pure, e da soli, che tentino i vari Governi borghesi, dopo la caduta del fascismo, che si succedano gli uni agli altri (come con tutta prevedibilità accadrà), che tentino pure di reggersi, barcamenandosi a destra e a sinistra, che tentino pure di uscire dal pantano in cui sono affondati; qualunque cosa essi facciano non se la caveranno e saranno travolti inesorabilmente dal precipitare della situazione. Che le castagne dal fuoco se le levino con le loro zampe! Che le loro gatte rognose se le pelino loro! Il proletariato ed il suo partito di classe non debbono in nessun modo confrontarsi e compromettersi con essi e lasciarsi imbrattare del loro fango!

La soluzione radicale che oggi s’impone in modo urgente e con certezza è più o meno intensamente sentita da tutti, dico, tutti, compresi perfino certi ceti della media borghesia, non soltanto dagli operai.

Vi è infatti da tempo diffuso nell’aria come un vero “pathos” sociale, che ognuno respira e si nutre. Ogni uomo da tempo si pone il chiaro dilemma: Fascismo o Comunismo! La realtà dell’ora che volge sta già dando una netta ed inderogabile soluzione a tale dilemma: il fascismo è morto; viva il Comunismo! Questa è la sola verità vera, checchè ne dicano e facciano in contrario quei detriti redivivi che formano la gamma dei vecchi partiti politici tradizionali pre-fascismo.

Compito del Proletariato e del suo partito di classe

Dall’esame obiettivo, qui fatto, della situazione e delle immediate prospettive, ne risultano, conseguentemente, i grandi e urgenti compiti che incombono nel proletariato ed al suo partito di classe. È più che mai indispensabile, dunque, che il partito Comunista, guida e cervello del proletariato, con una chiara visione e con una giusta valutazione della situazione, sia in grado di adottare (tenendo per fermi i sani principi marxisti-leninisti) una tattica corrispondente alla fase storica in cui stiamo entrando in Italia colla caduta del fascismo, la fase cioè, di crisi politica del regime borghese, della guerra civile e della lotta armata, insurrezionale, del proletariato e dei suoi alleati (artigiani, contadini poveri, piccoli impiegati ecc.) per la lotta finale contro la borghesia e la conquista del potere politico da parte dei lavoratori rivoluzionari.

Sta ad esso Partito, con la chiarezza della sua linea politica, la sua indefessa attività politica e colla sua propaganda intelligente, conquistare alla sua influenza le larghe masse dei lavoratori e portarle, al momento propizio venuto, con suprema decisione, alla conquista rivoluzionaria del potere, ad assolvere così a quella misione che la Storia gli affida nell’ora (sott. nel testo) che volge.

Mauro Venegoni

In “I fratelli Venegoni e la Resistenza operaia nel Legnanese”, CGIL Ticino-Olona, SPI-CGIL Ticino-Olona, Auser Ticino-Olona. L’opuscolo si trova nella biblioteca di Legnano

I fratelli Venegoni

http://restellistoria.altervista.org/pagine-di-storia/fascismo/i-fratelli-venegoni-carlo-mauro-piero-e-guido/

“Poveri partigiani. Ricordateli  morti ma ricordateli vivi ”, di Ascanio Celestini. Da ascoltare!

http://www.youtube.com/watch?v=EUnD9ewUh1M